Storia

Preludio: alla ricerca delle origini

A Massagno un coro è sicuramente sempre esistito, in forma più o meno spontanea. L’anno ufficiale di creazione della nostra corale è il 1941, anche se, all’interno del Circolo cattolico San Maurizio di Massagno, parecchi anni prima è documentata la presenza di una società corale. Partiamo quindi alla scoperta della nostra storia!

Atto primo: la corale del Circolo San Maurizio di Massagno

Nel giugno del 1919 viene fondato a Massagno il Circolo giovanile cattolico San Maurizio con sede propria in due locali dell’ex casa delle monache bianche a Gerso, sorto per vivere, per lavorare e formare i giovani massagnesi alla professione della fede e all’apostolato (una vera e propria Azione Cattolica). Il 5 agosto dello stesso anno viene fondata la prima “Schola Cantorum” diretta dal socio Pietro Lepori. Di questo gruppo non si hanno grandi notizie e bisognerà attendere fino al 15 gennaio 1934 per avere l’istituzione della “Corale del Circolo San Maurizio di Massagno”. Questo probabilmente è il primo coro organizzato in modo completo con un maestro ed un comitato direttivo, alle dipendenze dell’allora parroco don Angiolo Pometta (primo parroco della parrocchia autonoma di Massagno).

Il coro era formato – come del resto anche il Circolo – da soli uomini e teneva la sua prova settimanale ogni lunedì (cosa tuttora valida) con l’obbligo di parteciparvi. Nel primo regolamento, entrato in vigore il 6 febbraio 1935, si legge: Ogni assenza dovrà essere, possibilmente prima della lezione, giustificata. I soci che mancano tre volte consecutive, senza giustificazione saranno prima avvisati, e quindi multati (20 cents.). Il primo direttore della “Corale San Maurizio” è il maestro Francesco Iten, il quale dirigerà il gruppo per moltissimi anni, divenendo pure direttore della successiva Corale Santa Lucia. Contemporaneamente fu organista nella parrocchiale di Massagno.

Nel 1941 – il 18 febbraio – il Circolo viene sciolto a causa delle numerose assenze dovute alla mobilitazione per la seconda guerra mondiale. Rinascerà l’anno successivo, ma a quel punto la ferma volontà dei coristi di continuare l’attività aveva già provveduto alla creazione di un nuovo gruppo corale. Infatti il 28 aprile 1941 si tiene l’assemblea preliminare e il 5 maggio l’assemblea costitutiva della Corale Santa Lucia di Massagno.

Atto secondo: la corale Santa Lucia

Alla presenza del parroco, don Ferdinando Andina, e dei soci della Corale San Maurizio il 28 aprile 1941 si svolge un’assemblea preliminare per la costituzione di un nuovo coro.

L’articolo I° dello statuto della nuova società recita: Viene costituita in Massagno, sotto il nome di S. Lucia una Corale collo scopo di condecorare le sacre funzioni parrocchiali, e le manifestazioni esterne a carattere patriottico e benefico. Leggendo i verbali dei primi anni si possono trovare diversi aneddoti, che qui di seguito ne riportiamo uno: Il Sig. M° Iten si raccomanda a che i soci abbiano ad astenersi dal fumare durante le lezioni di canto, ciò non solo perché nuoce ai cantori medesimi, ma anche per uno speciale riguardo alla sua persona, non potendo sopportare il fumo a causa di una operazione subita alla gola. (dal verbale dell’assemblea del 27.1.1945)

Durante il 1949 si chiude, momentaneamente, un’importante pagina per la Corale Santa Lucia: il maestro Francesco Iten lascia la direzione del coro, che aveva assunto già a partire dal 1934, anno della fondazione della precedente Corale San Maurizio. Alcuni anni dopo, nel 1955, Francesco Iten riprenderà la sua collaborazione con il coro, in qualità di maestro e organista. Nel 1949 viene quindi assunto il maestro Giovanni Castioni, il quale rimane fino al 1953, quando arriva a Massagno il maestro Arnaldo Filippello.

Arnaldo Filippello (insegnante di canto alle scuole comunali di Lugano e Massagno, direttore delle corali che presentarono a Zurigo nel 1939 lo spettacolo di G.B. Mantegazzi “Sacra terra del Ticino”) rimarrà per poco tempo a Massagno: morirà nel mese di novembre dello stesso anno. All’inizio dell’anno successivo la direzione della corale viene assunta, per brevissimo tempo, dal maestro Alberto Vicari, il quale sarà a sua volta sostituito dal maestro Giuseppe Vigani (fino al 1955).

Atto terzo: fusione con la corale femminile

Già a partire dal 1952 si accenna alla possibilità di creare una corale mista (formata da uomini e da donne), ma solo nel corso del 1954 tale proposta diventa realtà. Nel verbale dell’assemblea straordinaria del 18 giugno ’54 si legge: L’odierna assemblea è convocata specialmente per decidere la fusione della Corale Santa Lucia finora maschile, con il gruppo femminile che da diverso tempo si esibisce con esecuzioni nella chiesa parrocchiale, e che da qualche tempo collabora in modo regolare con la Corale maschile. Alla riunione partecipa, e non poteva essere diversamente, il canonico don Ferdinando Andina al quale viene chiesta una presa di posizione circa la fusione con la corale femminile: Il Reverendo Parroco dice che il suo deve essere considerato un tacito consenso, in quanto le vigenti disposizioni della Curia al riguardo, pur tollerando alcuni cori misti nelle chiese della Diocesi, non contemplano l’ammissione al canto liturgico di corali miste. Il parere del parroco viene considerato esaustivo e si procede quindi alla modifica dello statuto, con la creazione di una corale mista.. Direttore della nuova corale mista rimarrà il maestro Giuseppe Vigani.

Atto quarto: cronaca dal 1954 al 1982

I primi anni della corale mista non furono facili soprattutto per i continui cambi di direzione: in pochi anni quattro maestri! Come detto nel 1955 c’è il ritorno del maestro Iten, il quale, si presume, curava soprattutto la parte religiosa, mentre quella profana veniva assunta, con tutta probabilità, dal sociodirigente Angelo Soldini (detto “Picio”).

Nel 1963 c’è la rinuncia definitiva di Francesco Iten alla carica di maestro e organista, verrà quindi assunto, ma resterà un solo anno, il signor Rolando Riva. Il maestro Willy Krancher entrerà in funzione nel mese di marzo del 1964 e curerà la direzione del coro fino al mese di marzo dell’anno successivo. Nel frattempo anche il socio Angelo Soldini (per tantissimi anni dirigente) lascerà il coro. Nel 1965 assumerà la direzione del coro il maestro Alberto Ramellini, con la collaborazione della maestra Marialena Danner in qualità di accompagnatrice al pianoforte: nel 1967 ci sarà la partecipazione del coro al convegno cantonale di Castagnola. Nel 1968 c’è un avvicendamento alla direzione del coro: il maestro Alberto Ramellini viene sostituito dal maestro Luciano Gatti, con la collaborazione della maestra Mallouppa al pianoforte. Il maestro Gatti guiderà il coro per ben vent’anni e sarà pure testimone del cambiamento definitivo del repertorio della Corale Santa Lucia, dal canto religioso a quello profano. Il periodo degli anni settanta è segnato da un totale rinnovamento del coro e nel 1982 si decide pure il cambiamento del nome.

Atto quinto: cambio del nome in “Coro di Massagno”

Nel 1982 i soci decidono di cambiare il nome del coro, passando da “Corale Santa Lucia” a “Coro di Massagno”, per meglio adeguare il nome al nuovo repertorio di canti profani scelto dal coro. Il nuovo statuto recita: In virtù della decisione del 20 gennaio 1982 dell’assemblea annuale della Società Corale Santa Lucia di Massagno, è costituita ai sensi degli art. 60 e seguenti del CCS, in subingresso della Corale Santa Lucia, la nuova Società “Coro di Massagno”, per un periodo indeterminato e con lo scopo di continuare nelle stesse attività della Corale Santa Lucia, ma con preferenza all’esecuzione del canto folcloristico. Sempre nel 1982 c’è il cambio di presidenza: Gualtiero Bernasconi – per quasi quarant’anni presidente del coro – lascia la società nella mani di Battista Bottani.

Nel 1989 giungono le dimissioni del maestro Luciano Gatti, che concludono un periodo durato vent’anni. Viene quindi assunto, nel 1990, il maestro Gianni Ramellini, il quale rimarrà alla direzione del Coro di Massagno fino al mese di ottobre del 1993. In questo periodo, e più precisamente nel mese di ottobre del 1991, il presidente Battista Bottani (da segnalare per la sua lunghissima militanza nel coro di oltre quarant’anni), rassegna le dimissioni per motivi di salute e viene sostituito da una persona esterna al coro, il signor Roberto Perucchi. Nel mese di novembre del 1993 il maestro Fabio Valsangiacomo assume la direzione del Coro di Massagno. Nel 1997 alla presidenza viene chiamato il signor Lorenzo Spinelli di Massagno.

Atto sesto: 2001 nuovo nome “Coro Val Genzana – Massagno”

In occasione dei festeggiamenti del 60° il Coro di Massagno ha deciso di darsi un nuovo nome, infatti durante l’assemblea straordinaria del 19 novembre 2000 i soci decidono di cambiare il nome in “Coro Val Genzana – Massagno”. Il criterio di scelta è molto semplice: dare al coro un nome che richiamasse aspetti storico-geografici legati al comune di Massagno. Dalle nostre ricerche, soprattutto considerando i vari toponimi, è scaturita la presenza della Val Genzana, il cui nome ci è sembrato potesse essere adatto alla nostra società. Da una parte il nome “Genzana” richiama il bellissimo fiore di montagna, la genziana e in seconda battuta può essere considerato un luogo storico legato al passato massagnese. Sul finire dell’800 la Gotthardbahn costruì l’omonima ferrovia e mise fine ad un torrente – che scendeva da Besso, in zona Soldino, ovvero studio RSI – chiamato appunto Genzana, attraversando Massagno. Proprio sopra la ex latteria Luganese c’era una cascatella, ciò che spiega il nome di Val Genzana, precedentemente conosciuta anche come Val Pena. La Val Genzana può essere quindi identificata nella zona nord a ridosso della stazione di Lugano, scendendo fino al Convento dei Frati Cappuccini, chiamato anche Genzana. Il nome è presente ancora oggi nella via che scende dall’Oratorio della Madonna della Salute fino all’imbocco della stazione. Il torrente Genzana scendeva successivamente verso Lugano e si gettava nel Ceresio vicino alla Piazza San Rocco, dove troviamo oggi la Banca Nazionale. Interessante è la citazione fatta dal compianto Domenico Robbiani nel suo libro “Massagno – note storiche” che, oltre a spiegare l’origine del nome Massagno come zona con molta acqua (Maxanio: max=molto e anio=acqua) diceva: Il corso inferiore del torrente Genzana – che scendeva da Soldino, Lisano e Bomborozzo – può essere facilmente ricostruito anche da chi è nuovo alla regione di Massagno: basta pensare che i primi fabbricati della “Latteria Luganese” furono costruiti entro una strettoia rocciosa tra la ferrovia e l’Albergo Washington a sfruttare il fresco d’una cascatella del torrentello; il quale attraversava poi, sotto uno stretto ponticello, la strada cantonale e, in valletta aperta e alberata, a balzelloni scendeva giù giù fino all’Istituto Sant’Anna da dove, incanalato in diagonale, andava verso il lago.

 

Note tratte dal fascicolo «Sessant’anni e più … di canto corale» curato da Fabio Valsangiacomo. Chi fosse interessato ad ottenerne gratuitamente una copia può richiederla attraverso l’indirizzo di posta elettronica del coro.